Orgoglio e pregiudizio

Io la devo smettere di leggere romanzi dell’Ottocento che non siano russi. Lo dico ogni volta, ma poi ci ricado sempre.
In verità sul mio comodino campeggia, in cima agli altri, una raccolta di Tommaso Landolfi, ma qualche sera fa ho deciso che, quando uno l’ansia ce l’ha già di suo, è masochistico leggere racconti ossessivi. Ed eccomi di nuovo a spulciare la libreria di mia madre, dove trovo questo famosissimo romanzo di Jane Austen e mi dico "beh, perché no?"
Da precisare che si tratta di una versione del 1968, il che mi crea qualche perplessità (sappiamo tutti che una traduzione diventa vecchia dopo meno di dieci anni, figuriamoci dopo quaranta), ma decido di tentare. Per cui, lascio alla Austen il beneficio del dubbio: magari letta in lingua originale (cosa che andrebbe sempre fatta, in effetti) potrebbe risultare più sopportabile.
In ogni caso la storia è quella che è, e gli sbadigli si susseguono impietosamente uno dopo l’altro. C’è una parola inglese che descrive alla perfezione questo romanzo: chit-chat. Chiacchiere, ma vuote vuote vuote. Una noia mortale.
In fin dei conti sarebbe stato meglio, forse, prendere in prestito quel fantasy che mi consigliava tempo fa mia sorella.

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7 pensieri su “Orgoglio e pregiudizio

  1. utente anonimo

    “IL rimedio migliore quando si è tristi- replicò Merlino, cominciando ad aspirare e mandare fuori boccate di fumo,- è imparare qualcosa. È l’unico che sia sempre efficace. Invecchi e ti tremano le gambe, non dormi la notte per ascoltare il subbuglio che hai nelle vene, hai nostalgia del tuo unico amore, vedi il mondo che ti circonda devastato da pazzi malvagi; oppure sai che nelle chiaviche mentali di gente ignobile il tuo amore viene calpestato. In tutti questi casi c’è una sola cosa da fare: imparare.
    Imparare perché la gente parla tanto e che cosa la fa parlare è l’unica cosa che la mente non riesca mai ad esaurire, mai ad alienare, mai a temere o a diffidare.
    Imparare è il rimedio per te! Guarda quante cose ci sono da imparare!”

    TERENCE H.WHITE “The once and future king”

    PJ

  2. utente anonimo

    p.s. Orgoglio e pregiudizio è uno sbadiglio anche per me. E la fantasy in generale non mi fa impazzire. Salvo alcune eccezioni. Quella di prima era una di queste. Uno dei libri più poetici sul ciclo di Re Artù che siano mai stati scritti, anzi, un libro poetico e basta. Altro che la Zimmer Bradley.
    Lo so, non c’entra molto,ma oggi oltre ad aver sonno sono grafomane:-)) mi scuso per aver occupato tanto spazio!!:-)
    PJ

  3. Sonnenbarke

    Ma mia cara PJ, non ti perdonerò mai per aver occupato tanto spazio!
    😉
    Non conosco l’autore che hai citato, detesto il fantasy a parte poche eccezioni. Comunque è vero, imparare è l’unica cosa da fare. Quello che niente e nessuno ti potrà mai portar via.

  4. gabrilu

    Secondo me hai letto Orgoglio e Pregiudizio nel momento sbagliato, altrimenti non avresti scritto queste cose. Non si può liquidare questo libro dalla geometria perfetta e dalla musicalità di un quartetto d’archi con un “chiacchiere chiacchiere chiacchiere”… D’altra parte, anche Nabokov era molto prevenuto nei confronti della signorina Austen. Poi si è ricreduto al punto che le ha dedicato una delle sue eccezionali e ormai leggendarie lezioni di letteratura collocando Jane Austen con Dickens, Flaubert, Kafka, Joyce, Proust…
    (Vladimir Nabokov “Lezioni di letteratura”, Garzanti Saggi).

    Provaci ancora, Marina, magari in un altro momento 🙂

  5. PattyBruce

    Leggendo questo post mi sono cascate le braccia; avevo comprato su di una bancarella a Roma “ragione e sentimento + orgoglio e pregiudizio”, ed ero fermamente decisa a colmare questa mia lacuna letteraria (anch’io prediligo i russi). Adesso sto guardando il volume con un pò di perplessità, forse lo lascerò parcheggiato lì ancora un bel pò. ^___^

  6. Sonnenbarke

    @Gabrilu: guarda, da una parte penso che il mio giudizio negativo sia dovuto alla traduzione veramente vecchissima… Le traduzioni datate a volte sono in grado di rendere bruttissimo anche il romanzo più bello. In effetti io sono per la lettura in lingua originale, quando è possibile, ma spesso contravvengo alla regola perché, come in questo caso, trovo in casa il libro in questione o, più banalmente, per pigrizia: i libri in lingua bisogna cercarli, quelli in italiano si trovano sempre. Terrificante come ragionamento, me ne rendo conto.
    Comunque non escludo di averlo letto in un momento sbagliato, e di concedergli magari una seconda possibilità in seguito… Sono convinta che i libri vadano letti solo quando ci chiamano, e quella volta sicuramente così non è stato.
    Oppure, più banalmente, si tratta solo di una questione di gusti.
    Vai a sapere qual è l’ipotesi giusta…

    @Patty: beh, ma magari a te piace, non è mica detto! Come vedi Gabriella ne è invece entusiasta e cita anche un illustre esempio di scettico ricredutosi! Il mio modestissimo consiglio è di seguire sempre il tuo istinto…

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