Desolation Blues

Solo uno stralcio dell’11° chorus dei kerouacchiani Desolation Blues. Non perché sia una poesia particolarmente bella, Kerouac fa parte della mia gioventù (…), ma mi piace l’idea di fondo. Oggi mi è capitata sotto gli occhi e mi sono venute in mente alcune considerazioni che tende a fare il mio più assiduo e "più preferito" lettore quando non gira bene, per così dire. Allora, sperando che se la cavi con l’inglese, e non potrebbe essere altrimenti, mi piace pensare che se la possa rileggere ogni tanto. E mi piace anche che la possiate leggere tutti 🙂

* * *


I have been empowered
to lay my hand
on your shoulder
and remind you
that you are utterly free,
free as empty space.
You dont have to be famous,
dont have to be perfect,
dont have to work,
dont have to marry,
dont have to carry burdens,
dont have to gnaw & kneel,
the taste
of rain —
Why kneel?
Dont even have to sit,
Hozomeen,
like an endless rock camp
go ahead & blow,
explode & go,
I wont say nothin,
neither this rock

* * *

Per la comprensione: Hozomeen è il nome del monte sul quale Kerouac lavorava come fire lookout.

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