Rochester, poeta libertino

Domani esce nelle sale The Libertine, film ispirato alla vita di John Wilmot, Earl of Rochester. Non credo che andrò a vederlo, ho paura che possa rivelarsi una delle solite americanate e che, con la scusa che Rochester era un libertino, punti a indulgere sull’aspetto sessuale per tralasciare quello letterario, politico e filosofico. Per cui voglio evitarmi una delusione. Tuttavia, qualcuno potrebbe andare. E lo sapete chi è questo Rochester?
Mi sembra una buona occasione per parlarne.
Poeta, soprattutto satirico, misconosciuto, rivalutato non prima degli ultimi cinquanta anni, prima era considerato osceno. Le antologie gli dedicano due o tre paginette.
Nato nel 1647, muore nel 1670 a causa di una malattia venerea, sifilide probabilmente. Si narra che sul letto di morte rinneghi il pensiero libertino per abbracciare la religione appena in tempo, ma è possibilissimo che il tutto sia stato strumentalizzato, forse ingigantito, forse addirittura inventato, come monito estremo della Chiesa verso atei e similari.
Libertinismo, dicevamo. Ebbene, non si tratta solo di un diffuso costume di libertà e/o promiscuità sessuale, ma di una vera e propria corrente filosofica. Molto diffusa nel Seicento, specie in Francia, essa difende la libertà in senso lato: non solo quindi nei costumi, ma anche nella morale e nella religione. Molti dei libertini sono atei, o comunque vanno spesso e volentieri a scontrarsi con la religione cristiana imperante. I libertini seicenteschi sono meglio definibili come "free thinkers", liberi pensatori. Altre notizie, più dettagliate, potete trovarle qui: non è il massimo, ma è quanto di più completo io abbia trovato; se in giro c’è di meglio, segnalatemelo.
Autore di versi satirici, Rochester è famoso anche per la commedia Sodom, or the Quintessence of Debauchery, considerata la prima opera pornografica ad essere pubblicata. Non si può dire che i suoi scritti non siano osceni, ma anche Catullo lo era, scusate se il paragone appare fuori luogo.
In italiano esiste solo, a quanto ne so, il volumetto Poesie e satire edito da Einaudi nella collezione di poesia… che io, ahimé, non posseggo. Se ve la cavate con l’inglese qui troverete alcune sue poesie, nonché una biografia un po’ più completa della mia.
A mio parere, quanto di meglio Rochester abbia scritto è A Satire Against Mankind: appunto, una ferocissima satira contro l’umanità. Talmente feroce da farlo spesso paragonare a Thomas Hobbes, benché le idee rochesteriane siano comunque meno pessimistiche di quelle del filosofo e, soprattutto, benché Rochester non condivida affatto l’ammirazione di Hobbes per la monarchia assoluta, che quest’ultimo, com’è noto, vedeva come unica possibile soluzione a tutti i mali dell’umanità. Mi piacerebbe tanto riportarvi la Satire, ma è troppo lunga. Vi do solo un assaggio, dopodiché potete finire di leggerla nel sito che vi ho segnalato.

Were I (who to my cost already am
One of those strange, prodigious creatures, man)
A spirit free to choose, for my own share,
What case of flesh and blood I pleased to wear,
I’d be a dog, a monkey or a bear,
Or anything but that vain animal
Who is so proud of being rational.
[continua…]

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