L’innocenza reclama il suo candore
(sotto un bosco una luna o l’atteso),
l’innocenza è muta (pesce, aspettami),
qui in questa muraglia ci sono le lettere.
Accarezzare seni di madreperla,
una scatola respira e tutto duole,
accarezzare quest’occulta cenere,
sotto il carminio le tue labbra che sospirano.
Non si evadono l’anime come fogli,
quella carta piegata ai bordi,
per la quale più duole se sorridono
quando la luce fugge senza notarsi.
*
El frío
La inocencia reclama su candor
(bajo un monte una luna o lo esperado),
la inocencia está muda (pez, aguárdame),
aquí en esta muralla están las letras.
Acariciar unos senos de nácar,
una caja respira y duele todo,
acariciar esta oculta ceniza,
bajo carmín tus labios suspirando.
No se evaden las almas como pliegos,
ese papel doblado por los bordes,
per lo que más duele si sonríen
cuando la luz escapa sin notarse.
Da: Vicente Aleixandre, Spade come labbra, (tit. originale Espadas como labios), Guanda, Milano 1977. A cura di Sebastiano Grasso. Testo originale a fronte.
Vicente Aleixandre, poeta spagnolo (1898-1984), ha vinto il Nobel per la letteratura nel 1977.
