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Practical Magic

Of the fifteen sorcerers, movers, soothsayers, shifters, weathermongers and carpeteers at Kazam, Lady Mawgon was certainly the oldest, and probably the most powerful. Like everyone else she had seen her powers fade dramatically over the past three decades or so, but unlike everyone else, she’d not really come to terms with the failure of the Mystical Arts to be relevant in everyone’s lives. In her defence, she had fallen farther than the rest of them, but this wasn’t really an excuse: the Sisters Karamazov could also claim once-royal patronage, and they were nice as apricot pie. Mad as a kettle of onions the pair of them, but pleasant nonetheless.
I might have felt more sorry for Mawgon if she hadn’t been so difficult all the time. She had an intimidating manner that made me feel small and ill at ease, and she rarely if ever missed an opportunity to put me in my place.  Since Mr Zambini’s disappearance, she’d got worse, not better.
‘Quark,’ said the Qaurkbeast.
‘Did we have to bring the beast?’ asked Full Price, who had never really got along with it.
‘It jumped in the car when I opened the door.’
The Quarkbeast yawned, revealing several rows of razor-sharp fangs. Despite his placid nature, you never argued with a Quarkbeast, just in case.

From: Jasper Fforde, The Last Dragonslayer, Hodder & Stoughton, London 2010. 281 pages, 12 £.

Luna

LunaJulie Anne Peters, Luna (tit. originale Luna), Giunti, Firenze 2010. Traduzione di Sara Reggiani. 383 pp.

Luna ha 17 anni e ha scelto questo nome perché può essere se stessa solo di notte. Di giorno, infatti, è costretta a recitare il ruolo di Liam. Per un terribile errore della natura, Luna è nata con il corpo di un ragazzo, pur sentendosi da sempre una ragazza.

Narratrice della storia è sua sorella Regan, due anni meno di Luna/Liam, è l’unica depositaria del segreto del fratello e questo influisce pesantemente sulla sua vita. Quando Luna decide di intraprendere il percorso di transizione per diventare finalmente una donna, Regan è presa dal panico: da un lato vuole stare vicino a quel fratello amatissimo, dall’altro ha paura del giudizio degli altri, soprattutto del ragazzo che ha appena iniziato a frequentare.

Negli Stati Uniti questo è considerato un libro per adolescenti, e infatti anche Giunti lo pubblica nella collana Y, riservata a questa fascia di età. È senz’altro una categorizzazione esatta, perché i protagonisti sono adolescenti e vivono problemi tipici della loro età. Ma è anche un libro adatto agli adulti perché, proprio grazie al target che sceglie, sa parlare a tutti con vera maestria di un tema delicatissimo quale è quello dell’identità di genere e della transessualità. Credo che vedere con gli occhi di una ragazzina la vita di sofferenze che Luna è costretta a vivere, chiusa in un corpo che non sente suo, possa servire ad avvicinare molti adulti a questa tematica che continua ad essere vista con sospetto e diffidenza. Come risulta chiaro dal romanzo, e come è chiaro anche guardandosi attorno, è molto più semplice comprendere l’omosessualità che la transessualità. Sebbene siamo purtroppo circfondati da episodi di omofobia, sono per fortuna assai numerose le persone che stigmatizzano questo atteggiamento discriminatorio. La transfobia invece è percepita quasi come normale, perché il transessuale o la transessuale sono visti come elementi di disturbo che travalicano le categorie maschio-femmina e il loro dramma risulta per moltissimi difficile da comprendere. C’è anche molta confusione fra i termini: nel romanzo, ad esempio, quando Luna decide di svelare alla sua migliore amica di essere una transessuale, questa chiede alla sorella se si tratti di un travestito. Un travestito è semplicemente una persona che ama vestiti con abiti del sesso opposto, ma non si sente appartenente all’altro sesso. Il transessuale, invece, è una persona imprigionata in un corpo sbagliato e ha ben chiaro di appartenere al sesso opposto.

Di notte, qaundo Liam va nella camera di Regan per vestirsi da donna e truccarsi, non sta compiendo un semplice travestimento, ma mette in atto una vera e propria trasformazione. Liam diventa Luna, ovvero ciò che realmente è, e può smettere finalmente di recitare la parte del ragazzo.  È molto interessante tra l’altro notare che Luna è molto più femminile di Regan: adora truccarsi, passa ora davanti allo specchio e tutto in lei fa pensare a una donna.

È importante anche capire che transessualità e omosessualità sono due cose profondamente diverse. A un certo punto il padre chiede a Regan se Liam sia gay, e lei con assoluta certezza e sincerità gli risponde di no, pensando fra sé che Liam/Luna è quasi più etero di lei. A Luna piacciono i ragazzi, perciò non è assolutamente omosessuale, essendo nel suo profondo una ragazza.

Regan ci accompagna nell’inizio del percorso di transizione, quando Luna inizia a uscire vestita da donna, poi dice alla sua migliore amica di essere una trans e infina lo comunica agli ottusissimi genitori. Inoltre ogni tanto Regan ricorda momenti della loro infanzia che sono stati rivelatori. Il più drammatico è senz’altro quando, da bambini, Regan, Liam e un’amichetta giocavano nudi in una piscina e Liam aveva iniziato a chiedere piangendo che qualcuno gli togliesse il pene. Mandato in punizione in casa, cerca addirittura di tagliarselo via con un coltello. Una scenza straziante, se si pensa che il protagonista è un bambino di pochi anni.

Luna è un libro commovente e molto ben scritto, che penso tanti farebbero bene a leggere perché fatico a credere che, dopo, la loro opinione possa rimanere la stessa. Complimenti all’autrice che ha scritto un libro così bello e delicato per gli adolescenti, per i quali è senz’altro un’ottima lettura, e complimenti a Giunti che dimostra grande apertura mentale traducendolo e mettendolo bene in vista nelle librerie.

Alcuni link per approfondire:

* la pagina del libro sul sito di Y Giunti, con molti link a recensioni
* una breve anteprima del libro
* il trailer del libro su YouTube
* una recensione su Cinemagay.it
* un’intervista all’autrice
* un’altra intervista all’autrice sulla genesi di Luna (in inglese)
* il sito dell’autrice (in inglese)
* il sito di Arcitrans
* la bellissima Wiqueerpedia dell’associazione La Jungla, con spiegazione di termini queer
* il glossario del transgenderismo a cura dell’associazione Transgenere
* una pagina molto bella sulle persone transessuali

Urlo

III

Carl Solomon! I’m with you in Rockland
where you’re madder than I am
I’m with you in Rockland
where you must feel very strange
I’m with you in Rockland
where you imitate the shade of my mother
I’m with you in Rockland
where you’ve murdered your twelve secretaries
I’m with you in Rockland
where you laugh at this invisible humor
I’m with you in Rockland
where we are great writers on the same dreadful typewriter
I’m with you in Rockland
where your condition has become serious and is reported on the radio
I’m with you in Rockland
where the faculties of the skull no longer admit the worms of the senses
I’m with you in Rockland
where you drink the tea of the breasts of the spinsters of Utica
I’m with you in Rockland
where you pun on the bodies of your nurses the harpies of the Bronx
I’m with you in Rockland
where you scream in a straightjacket that you’re losing the game of the actual pingpong of the abyss
I’m with you in Rockland
where you bang on the catatonic piano the soul is innocent and immortal it should never die ungodly in an armed madhouse
I’m with you in Rockland
where fifty more shocks will never return your soul to its body again from its pilgrimage to a cross in the void
I’m with you in Rockland
where you accuse your doctors of insanity and plot the Hebrew socialist revolution against the fascist national Golgotha
I’m with you in Rockland
where you will split the heavens of Long island and resurrect your living human Jesus from the superhuman tomb
I’m with you in Rockland
where there are twentyfive thousand mad comrades all together singing the final stanzas of the Internationale
I’m with you in Rockland
where we hug and kiss the United States under our bedsheets the United States that coughs all night and won’t let us sleep
I’m with you in Rockland
where we wake up electrified out of the coma by our own souls’ airplanes roaring over the roof they’ve come to drop angelic bombs the hospital illuminates itself   imaginary walls collapse   O skinny legions run outside   O starry-spangled shock of mercy the eternal war is here   O victory forget your underwear we’re free
I’m with you in Rockland
in my dreams you walk dripping from a sea-journey on the highway across America in tears to the doors of my cottage in the Western night

*

III

Carl Solomon! Son con te a Rockland
dove sei più matto di me
Son con te a Rockland
dove devi sentirti molto strano
Son con te a Rockland
dove imiti l’ombra di mia madre
Son con te a Rockland
dove hai assassinato le tue dodici segretarie
Son con te a Rockland
dove ridi di invisibile umorismo
Son con te a Rockland
dove noi siam scrittori sulla stessa tremenda macchina da scrivere
Son con te a Rockland
dove le tue condizioni sono ormai gravi e l’han detto alla radio
Son con te a Rockland
dove le facoltà del cranio non lascian più entrare i vermi dei sensi
Son con te a Rockland
dove bevi tè dai seni di vecchie signorine di Utica
Son con te a Rockland
dove fai giochi di parole sui corpi delle tue infermiere le arpie del Bronx
Son con te a Rockland
dove gridi in camicia di forza che stai perdendo al vero pingpong sull’abisso
Son con te a Rockland
dove pesti sul pianoforte catatonico l’anima è innocente e immortale non deve mai morire in empietà in un manicomio armato
Son con te a Rockland
dove cinquanta e più shock non faran mai tornare la tua anima al suo corpo dal pellegrinaggio verso una croce nel vuoto
Son con te a Rockland
dove accusi i dottori di pazzia e trami la rivoluzione ebraico socialista contro il Golgotha nazional fascista
Son con te a Rockland
dove fenderai i cieli di Long Island e farai risorgere il tuo umano Gesù vivente dalla tomba superumana
Son con te a Rockland
dove ci sono venticinquemila compagni pazzi tutti insieme che cantano le strofe finali dell’Internazionale
Son con te a Rockland
dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti tra le lenzuola gli Stati Uniti che tossiscon tutta notte e non ci lascian dormire
Son con te a Rockland
dove ci svegliamo elettroscioccati dal coma grazie agli aerei delle nostre anime che rombano sui tetti venuti a gettar bombe angeliche l’ospedale s’illumina da solo   muri immaginari cadono   Oh legioni tutt’ossa correte fuori   Oh shock a stelle-e-strisce di grazia l’eterna guerra è qui   Oh vittoria lascia perder le tue mutande siamo liberi
Son con te a Rockland
nei miei sogni cammini grondante quel mare traversato in autostrada per tutta l’America in lacrime stai sulla porta del mio cottage nella notte qui dell’Ovest

Da: Allen Ginsberg, Urlo & Kaddish (tit. originali Howl, Kaddish), il Saggiatore, Milano 1997. Traduzione di Luca Fontana. 126 pagine.

*

Chi era Carl Solomon, che Ginsberg incontrò in un istituto psichiatrico (pagina in inglese).
Sito su Allen Ginsberg (in inglese).
Un reading di Anne Waldman e Allen Ginsberg, scaricabile gratuitamente. La lettura di Howl dovrebbe iniziare verso il 41° minuto.
Una pagina molto dettagliata su Howl (in inglese).
Il testo di Howl, se non vi va di comprare il libro (in inglese).
Un articolo sull’elettroshock.

San Francisco Blues

74th Chorus

Marchesa Casati
Is a living doll
Pinned on my Frisco
Skid row wall

Her eyes are vast
Her skin is shiny
Blue veins
And wild red hair
Shoulders sweet & tiny

Love her
Love her
Sings the sea
Bluely
Moaning
In the Augustus John
de John
back ground.

*

74° chorus

La Marchesa Casati
È una bambola viva
Appuntata al mio muro
Dei bassi di Frisco

Ha gli occhi immensi
La pelle lucente
Vene azzurre
E rossi capelli selvaggi
Spalle dolci & sottili

Amala
Amala
Canta il mare
Blue-malinconico
Gemendo
Sullo sfondo di
Augustus John
de John.

Da: Jack Kerouac, Il libro dei blues (tit. originale Book of Blues), Mondadori, Milano 1999. Traduzione di Massimo Bocchiola. 383 pagine.

Angeli di desolazione

Tienti saldo, Jack, attraversa ogni cosa, e ogni cosa è un unico sogno, un’unica apparizione, un unico baleno, un unico triste occhio, un unico lucido mistero cristallino, un’unica parola – Tienti saldo, amico, riprendi amore alla vita e scendi giù da questa montagna e sii semplicemente - sii – sii le infinite fertilità dell’unica mente dell’infinito, non far commenti, lagnanze, critiche, lodi, ammissioni, parlari, fulminanti stelle di pensiero, ma solo scorri, scorri, sii tutto te stesso, sii ciò che è, è soltanto ciò che sempre è – Speranza è un parola simile a una raffica di neve – Questa è la Grande Conoscenza, questo è il Risveglio, questa è la Vuotezza – Perciò fa’ silenzio, vivi, viaggia, buttati, benedici e non pentirti -

Da: Jack Kerouac, Angeli di desolazione (tit. originale Desolation Angels), Mondadori, Milano 1983. Traduzione di Magda de Cristofaro. 414 pagine.