Le sconsolanti introduzioni ai capolavori, terribili, aride, solenni o impudiche! Ma perché tutta questa curiosità! Perché un poeta dev’essere prima nato e poi morto! Non basta che egli abbia un nome, e non gli è questo nome già troppo pesante? No, la gente non ha misericordia. I suoi poeti li deve cucinare, speziare e mangiare.
Da: Elias Canetti, La tortura delle mosche (tit. originale Die Fliegenpein. Aufzeichnungen), Adelphi, Milano 1993. Traduzione di Renata Colorni. 174 pagine. 15 €.
